gioielli

Dall’oro puro a quello lavorato, le procedure utilizzate

L’oro usato che troviamo in diversi oggetti come gioielli, protesi dentarie, posate, apparecchi elettronici e quant’altro non è rivendibile come oro puro, la procedura da utilizzare è rifonderlo per riportarlo allo stato puro e rimodellarlo.

La temperatura necessaria da raggiungere perché il prezioso metallo si fonda è superiore ai 1000 gradi centigradi, esattamente 1068; a questa gradazione l’oro si presenta allo stato liquido e, per questa procedura di fusione, servono speciali forni che utilizzano una miscela composta da ossigeno e acetilene; l’oro allo stato liquido verrà successivamente colato in stampi appositi precedentemente preparati con forme e dimensioni desiderate.

Altre informazioni sulle tecniche di lavorazione dell’oro  le puoi trovare su questa pagina.

Il sistema più utilizzato al giorno d’oggi per fondere l’oro usato ma anche monete e lingotti è il procedimento cosiddetto a cera dispersa, si chiama così perché all’interno dello stampo preparato di materiale argilloso si utilizza della cera che viene eliminata al contatto con la temperatura del metallo allo stato di fusione.

Per la produzione di oro puro sono necessari alcuni passi: all’interno del crogiolo insieme agli oggetti da fondere si aggiungono la borace e il salnitro, la prima sostanza protegge dall’ossidazione e il salnitro aiuta a rendere ancora più liquido il metallo.

Al raggiungimento della temperatura prevista di fusione, come abbiamo già indicato in precedenza, si estrae il crogiolo dal forno e si cola velocemente il contenuto allo stato liquido per evitare che si solidifichi raffreddandosi.

Molti utilizzano l’olio di lino per ungere le pareti del crogiolo, in questo modo il liquido all’interno scorrerà più facilmente e velocemente.

Dalla prima colata otterremo una barra che servirà per verificare la purezza ottenuta, quindi sarà utile un’analisi del materiale ottenuto da parte di personale esperto.

L’affinazione è il procedimento che separa l’oro dagli altri metalli coi quali era fuso per la formazione di vari tipi di leghe, immergendo la colata in acido solforico si toglieranno tutti gli scarti per ottenere una brillantezza accentuata del materiale ottenuto e, appunto, affinato. La barra ottenuta, sotto forma di lingotto, dopo la predetta analisi potrà essere messa in commercio.

Oltre al procedimento a cera persa esistono anche altri tipi di procedure, come la microfusione che consente di ottenere oggetti di ottima fattura e alta qualità e la pressofusione, dove il metallo allo stato liquido viene messo in stampi e gli viene data la forma con una elevata pressione; la pressione consente all’oro di aderire perfettamente alle pareti della forma per ottenere una forma pressoché perfetta e un’elevata finitura.

Tutte queste procedure sono di ideazione e realizzazione antica, infatti la lavorazione dell’oro nel corso dei secoli non ha subito molte modifiche, ma i maestri orafi e gli esperti hanno continuato a lavorare rispettando le antiche usanze.

Risulta utile al lettore ricordare che non tutti possono fondere l’oro per poi rimetterlo in commercio, anche conoscendo le procedure e possedendo i materiali necessari; servono speciali permessi rilasciati dalle autorità competenti e coloro che si accingessero a fondere metalli preziosi commetterebbero un reato perseguibile a norma di legge.

Praticamente tutti i gioielli vengono prodotti attraverso la fusione, la scelta di una tecnica o dell’altra dipende dal prodotto finito che si vuole ottenere; i maestri artigiani utilizzano le tecniche del cesello, della filigrana o dello sbalzo.

Normalmente i pezzi in oro vengono prodotti in serie dalla grande distribuzione, sono di buona qualità e certificati secondo le normative vigenti, se vogliamo un pezzo unico dobbiamo rivolgerci ad un artigiano, un vero e proprio artista dell’oro che sarà datato del materiale necessario, del crogiolo delle dimensioni giuste, di solito molto ridotte e soprattutto nella maestria, della capacità di produrre pezzi unici di grande qualità.

Ci sono differenze tra oro puro e metallo lavorato, per oro puro si intende quello a 24 carati che equivale a 999 grammi d’oro presenti ogni 1000 di lega; quello lavorato vede 750 grammi di oro ogni 1000 di leghe, con il marchio che in questo caso riporterà 18 carati. Il carato è l’unità di misura della purezza dell’oro.

Per conoscere il grado di purezza di un oggetto o monile prezioso basta rivolgersi al banco metalli o compro oro di fiducia e il personale esperto all’interno dell’attività sarà in grado di quantificare il grado di purezza, i carati appunto, e il valore dell’oggetto, presso questi esercenti è possibile anche acquistare gioielli usati a prezzi davvero vantaggiosi.