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I gioielli più o meno preziosi

Sono milioni in tutto il mondo gli appassionati di gioielli antichi che farebbero vere e proprie follie per accaparrarsi un pezzo che ritengono unico. Oltre che di passione vera e propria per molti si tratta anche di un buon investimento. A seconda del periodo a cui risalgono, i gioielli erano sinonimo di potere e di ricchezza. Vengono considerati gioielli antichi quelli prodotti dall’antichità, fino a circa i primi decenni del diciannovesimo secolo. I gioielli antichi, accessori irrinunciabili con cui arricchire il proprio modo di vestire, sono dotati di una luce e di una manifattura che si può, senza alcuna ombra di dubbio, definire inconfondibile. L’unicità di ogni pezzo e la sua preziosità sono ancora più elevate se la realizzazione è avvenuta da parte di grandissimi nomi dell’arte orafa mondiale, quali ad esempio Cartier, Fabergè, Buccellati e Boucheron. Il cosiddetto stile a ghirlanda, ideato dal francese Louis Cartier, prende il via da alcune illustrazioni su testi del diciottesimo secolo. Con esso ogni gioiello diviene una vera e propria opera d’arte, quasi architettonica, con l’arricchimento di pizzi, fiori e ghirlande. Anche un altro maestro orafo francese, Peter Carl Fabergè, è passato alla storia per l’incredibile cura che metteva nella realizzazione dei suoi gioielli, curati in ogni minimo dettaglio. Sulla pietra dura venivano intagliati animali, pietre preziose e fiori le cui basi potevano essere sia dorate che argentate. Altri gioielli ricercatissimi tra quelli antichi sono quelli realizzati dal maestro orafo italiano Mario Buccellati, caratterizzati dalla speciale lavorazione a tulle, pizzo o nido d’ape. Gli impreziosimenti anche in questo caso non mancano e lo charme del gioiello è garantito. I soggetti preferiti da Buccellati per le sue creazioni sono i fiori e le pietre. Frédéric Boucheron, altro maestro orafo francese, è leggendario per i suoi magnifici monili in cui soggetti animali erano impreziositi da bellissimi diamanti. I gioielli antichi venivano lavorati combinando l’oro 18 carati con l’argento 925. I monili, in particolare, erano decorati con teste di vari animali quali il leone, lo scarabeo o diverse creature tratte dalle storie mitologiche e che da sempre, secolo dopo secolo, hanno affascinato. Gli abbellimenti, poi, prevedevano una realizzazione interamente in oro, con diversi soggetti, tra cui i preferiti si dimostravano essere, senza alcuna ombra di dubbio, i petali e le foglie. Il tema floreale, dunque, è sempre stato amatissimo da tutti i maestri dell’arte orafa antica che ci hanno così tramandato dei veri e propri capolavori che lasciano senza fiato tutti, per l’incredibile storia che sono in grado di raccontarci mediante la loro attenta osservazione. I gioielli d’epoca sono, invece, più recenti, realizzati in un primo flusso nel periodo compreso tra il diciassettesimo secolo e i primi decenni del diciottesimo (a ridosso...

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Dall’oro puro a quello lavorato, le procedure utilizzate

Dall’oro puro a quello lavorato, le procedure utilizzate

L’oro usato che troviamo in diversi oggetti come gioielli, protesi dentarie, posate, apparecchi elettronici e quant’altro non è rivendibile come oro puro, la procedura da utilizzare è rifonderlo per riportarlo allo stato puro e rimodellarlo.La temperatura necessaria da raggiungere perché il prezioso metallo si fonda è superiore ai 1000 gradi centigradi, esattamente 1068; a questa gradazione l’oro si presenta allo stato liquido e, per questa procedura di fusione, servono speciali forni che utilizzano una miscela composta da ossigeno e acetilene; l’oro allo stato liquido verrà successivamente colato in stampi appositi precedentemente preparati con forme e dimensioni desiderate. Altre informazioni sulle tecniche di lavorazione dell’oro  le puoi trovare su questa pagina http://www.quotazione-oro.info/banco-metalli/tecniche-di-lavorazione-delloro-dalla-fusione-alla-creazione-dei-gioielli/ Il sistema più utilizzato al giorno d’oggi per fondere l’oro usato ma anche monete e lingotti è il procedimento cosiddetto a cera dispersa, si chiama così perché all’interno dello stampo preparato di materiale argilloso si utilizza della cera che viene eliminata al contatto con la temperatura del metallo allo stato di fusione.Per la produzione di oro puro sono necessari alcuni passi: all’interno del crogiolo insieme agli oggetti da fondere si aggiungono la borace e il salnitro, la prima sostanza protegge dall’ossidazione e il salnitro aiuta a rendere ancora più liquido il metallo. Al raggiungimento della temperatura prevista di fusione, come abbiamo già indicato in precedenza, si estrae il crogiolo dal forno e si cola velocemente il contenuto allo stato liquido per evitare che si solidifichi raffreddandosi. Molti utilizzano l’olio di lino per ungere le pareti del crogiolo, in questo modo il liquido all’interno scorrerà più facilmente e velocemente. Dalla prima colata otterremo una barra che servirà per verificare la purezza ottenuta, quindi sarà utile un’analisi del materiale ottenuto da parte di personale esperto. L’affinazione è il procedimento che separa l’oro dagli altri metalli coi quali era fuso per la formazione di vari tipi di leghe, immergendo la colata in acido solforico si toglieranno tutti gli scarti per ottenere una brillantezza accentuata del materiale ottenuto e, appunto, affinato. La barra ottenuta, sotto forma di lingotto, dopo la predetta analisi potrà essere messa in commercio. Oltre al procedimento a cera persa esistono anche altri tipi di procedure, come la microfusione che consente di ottenere oggetti di ottima fattura e alta qualità e la pressofusione, dove il metallo allo stato liquido viene messo in stampi e gli viene data la forma con una elevata pressione; la pressione consente all’oro di aderire perfettamente alle pareti della forma per ottenere una forma pressoché perfetta e un’elevata finitura. Tutte queste procedure sono di ideazione e realizzazione antica, infatti la lavorazione dell’oro nel corso dei secoli non ha subito molte modifiche, ma i maestri orafi e gli esperti hanno continuato a lavorare...

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I vantaggi di vendere l’oro vecchio

I vantaggi di vendere l’oro vecchio

Avere in casa degli oggetti d’oro o d’argento che non c’interessano più è una cosa piuttosto usuale. Monili rotti che non vale la pena aggiustare, gioielli vecchi e passati di moda piuttosto che regali datati che non ci vanno più oppure oro proveniente da altre fonti (piccoli elettrodomestici, protesi dentarie, etc) possono essere una fonte di denaro interessante che potrebbe permetterci di acquistare qualcosa che veramente ci interessa senza però intaccare il budget familiare.Ma come funziona nel dettaglio la compravendita di preziosi nei negozi appositi? Ecco una piccola guida per non sbagliare e vendere l’oro in tutta tranquillità.VALUTAZIONE La prima cosa da fare è procedere alla pesatura del nostro oro a casa. Ovviamente gli strumenti che saranno a nostra disposizione non saranno precisi come quelli dei negozi specializzati ma almeno avremo un’idea di massima del peso complessivo che ci permetterà di non farci raggirare. A questo punto, va verificata la qualità del materiale che vendiamo. Nei compro oro (personalmente mi sono trovato bene con OroElite Compro Oro Roma) è possibile sottoporre i preziosi dei quali disfarci a test specifici, spesso realizzati con prodotti chimici, per stabilirne la purezza. Ma anche a casa è possibile eseguire delle analisi fai da te. La prima e più semplice consiste nella verifica del marchio che per legge deve essere impresso sull’oro e sull’argento. Ma per essere più sicuri è possibile effettuare anche il test della calamita: l’oro e l’argento, infatti, non sono magnetici a differenza degli altri metalli quindi se si avvicinano ad una calamita non ci dovrebbe essere attrazione. In caso contrario, l’oggetto è falso. In alternativa, possiamo recarci in un compro oro e farci fare una valutazione da esperti, probabilmente con il test dell’acido nitrico.Una volta effettuata questa valutazione, passiamo all’identificazione della migliore quotazione per vendere l’oro. In questo caso possono esserci di aiuto i siti dei grandi franchising che di solito offrono la possibilità di conoscere on line le quotazioni in tempo reale, aiutandoci in questo modo a decidere il momento migliore per vendere e realizzare il guadagno più alto. Un altro servizio molto utile è quello del blocca prezzo che ci permette, una volta individuata sul web la massima valutazione, di inserire il peso complessivo dell’oro da vendere e bloccare la quotazione stando comodamente a casa propria. Solo in un secondo momento la vendita verrà perfezionata recandosi nello store e portando fisicamente l’oro per poter ritirare il pagamento. Questo servizio è messo a disposizione, però, esclusivamente dai grandi gruppi in franchising. ADEMPIMENTI DI LEGGE Nel momento in cui ci rechiamo in un negozio per vendere il nostro materiale prezioso, la prima cosa che il negoziante è tenuto a fare è chiederci un documento di identità: ogni...

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