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Gioielli usati, come venderli?

Per vendere un gioiello usato o danneggiato e ottenere il massimo del profitto è sufficiente seguire poche e semplici regole. A prima vista potrebbe apparire un’operazione complicata, ma se ci si informa con anticipo non si incapperà nel rischio di commettere errori. Ogni monile in oro è un pezzo a sè, con caratteristiche proprie e peculiarità specifiche come il peso, la caratura e le dimensioni. Come capire quanto potrebbe valere quella collana d’oro mai indossata o quell’anello che da anni giace in fondo al cassetto? Per prima cosa bisogna fare un’osservazione molto attenta del monile in questione e procedere ad una pesatura anche approssimativa del pezzo. Per questa operazione è sufficiente munirsi di una bilancia da cucina che mostri i risultati in grammi. Una volta pesato l’articolo bisogna conoscere la quotazione dell’oro in quel determinato momento. É un’informazione oggi molto facile da reperire e fondamentale nel caso si decida di vendere il proprio oro. Tutte le informazioni possono essere acquisite tramite internet e se non si possiede una connessione attiva acquistando uno dei maggiori quotidiani nazionali. Logicamente il web è quello che fornisce le quotazioni più precise in tempo reale, dato che il prezzo dell’oro può subire numerose variazioni durante il corso di una stessa giornata. In base ai grammi si può procedere al calcolo del valore dell’oggetto in oro che si vuole cedere. I compro oro accreditati comprano solo l’oro, se sul gioiello sono presenti pietre è bene procedere alla rimozione prima di portarli in negozio. Se non si riescono a rimuovere le pietre in modo autonomo, si può chiedere all’addetto dell’esercizio di farlo. Prima di recarsi di persona presso un compro oro è bene compiere un’altra ricerca su tutti i negozi della zona. Ognuna di queste attività ha le proprie offerte e quotazioni, così si potranno visitare le pagine web dei negozi nelle vicinanze e conoscere con precisione tutte le offerte proposte per scegliere quella più allettante. Un’altra alternativa per ottenere il massimo del guadagno è quella di recarsi di persona presso i compro oro in zona e farsi fare un preventivo, certo si spenderà più tempo ma si avrà il vantaggio di parlare di persona con chi gestisce l’attività ed iniziare ad instaurare così un rapporto più diretto. Personalmente sarà più facile conoscere operatori ed esercizi compro oro per effettuare una scelta molto oculata. Dopo aver fatto una cernita dei negozi della propria zona di appartenenza, si passa alla scelta del negozio più in linea con aspettative e richieste. Sul posto si verrà accolti da dei veri esperti del ramo che effettueranno una prima valutazione visiva del gioiello. Successivamente si passa ad un piccolo test sul posto per verificare il grado...

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Vendere oro a Roma: come fare?

Come fare se si vuol vendere dell’oro a Roma? Sono tantissime le persone che intendono liberarsi di oggetti in oro per potersi assicurare un pagamento immediato, e non vi è dubbio sul fatto che quest’opportunità sia davvero molto allettante, soprattutto laddove gli articoli in oro siano privi di valore affettivo, oppure siano destinati a restare inutilizzati. In Italia è possibile vendere dell’oro all’insegna della piena legalità facendo riferimento ai compro oro, delle aziende che sono autorizzate ad acquistare oggetti in oro direttamente da privati, riconoscendo loro un pagamento in modo del tutto autonomo. L’oro è il metallo prezioso per eccellenza, una materia prima che gode sempre di un grandissimo mercato a livello internazionale, per questo motivo i compro oro hanno interesse nel recuperare l’oro presente in vecchi oggetti. Se si possiede un oggetto in oro è del tutto irrilevante il fatto che esso sia danneggiato o in condizioni impeccabili, che abbia un design piacevole o meno, oppure che sia o meno funzionante, laddove si stia parlando di orologi o articoli analoghi: i compro oro sono disposti ad acquistare tali articoli esclusivamente per la presenza di questo metallo prezioso, a prescindere da quali siano le loro condizioni e le loro caratteristiche. Dal punto di vista pratico vendere dell’oro a Roma è molto semplice, anche in considerazione del fatto che nella Capitale vi sono tantissimi esercizi di questo tipo. L’iter tramite cui l’oro può essere venduto è il seguente: il privato presenta i propri oggetti in oro ad un compro oro, l’esercente effettua le dovute verifiche tecniche sui medesimi ed effettua un’offerta economica. In caso di accettazione, la legge stabilisce che il consumatore presenti i suoi documenti di identità e che compili una serie di moduli: ogni singola vendita deve essere tracciata in modo minuzioso, e questo è importantissimo per scongiurare l’eventualità che i compro oro possano divenire uno strumento utile ai malviventi e alla criminalità. Vale assolutamente la pena, dunque, di spendere qualche minuto per adempiere a questi step burocratici: se essi non fossero previsti, infatti, si potrebbero ad esempio proporre a un compro oro degli oggetti appena rubati, e in questo modo il criminale otterrebbe del denaro pulito senza lasciare alcuna traccia di quanto compiuto. É utile sottolineare anche ciò che è stabilito dalla vigente normativa antiriciclaggio: i compro oro possono effettuare dei pagamenti in contanti per gli importi inferiori a 500 €, nel caso in cui l’ammontare dell’operazione sia pari o superiore a tale cifra è invece necessario che il pagamento venga effettuato con modalità tracciabili, dunque ad esempio tramite assegno o tramite un bonifico. Chi desidera vendere degli oggetti in oro a Roma può scegliere liberamente a quale compro oro rivolgersi? La...

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Diamanti come acquistare la pietra migliore

I diamanti non sono soltanto pietre preziose di grande bellezza che danno luce e valore ai gioielli, ma anche vere e proprie soluzioni di investimento molto apprezzate. Infatti sono considerati dei beni rifugio in quanto il loro valore non diminuisce neppure in caso di crisi economiche, monetarie, finanziarie e politiche. Al contrario, la loro quotazione aumenta perché sono maggiormente richiesti dagli investitori per diversificare il proprio portafoglio e proteggere i propri risparmi. Tuttavia, quando si desidera acquistare alcune di queste pietre preziose, occorre tenere a mente che non tutti i diamanti sono uguali tra loro. Ogni esemplare presenta determinate caratteristiche, che hanno un impatto notevole sull’estetica, il valore è la rarità della gemma. Proprio per questo motivo diventa necessario rivolgersi a un esperto per valutare i diamanti oppure per avere alcuni consigli su quale sia il modo migliore di procedere. Infatti è fondamentale ricordate che il valore dei diamanti è dato da quattro elementi diversi (i cosiddetti 4 C), cioè il colore, il numero dei carati, la purezza e il taglio. Quest’ultimo è l’unico elemento che viene determinato dall’uomo, mentre tutti gli altri fanno riferimento alle caratteristiche naturali della pietra. I diamanti maggiormente apprezzati sono quelli trasparenti, nelle varie sfumature del bianco (champagne, crema o azzurrino) oppure dalle tinte molto rare e preziose. Ad esempio hanno prezzi davvero alti i diamanti neri, quello rosa e quelli verdi. Al tempo stesso occorre tenere a mente che la maggior parte dei diamanti presenta colori che coprono l’intero spettro del marrone e che spesso integrano al loro interno inclusioni che ne limitano la lucentezza. Le pietre migliori sono quelle completamente pure. Comunque sono davvero pregiate le gemme che presentano sedimenti particolari: infatti in questo caso il risultato finale è di grande impatto estetico e il valore del diamante è dato dalla sua rarità e non dal suo grado di purezza. Per quanto riguarda il taglio della pietra nella maggior parte dei casi si opta per la soluzione a brillante in quanto consente di valorizzare al meglio le caratteristiche intrinseche del diamante e la sua lucentezza interna. Tuttavia la scelta viene fatta dal tagliatore, valutando con estrema attenzione i pregi e i difetti della singola pietra. Infatti il taglio deve far risaltare i primi e minimizzare il più possibile i secondi. Per alcuni esemplari è meglio adottare un taglio a smeraldo, caratterizzato da una forma rettangolare e da una grande tavola. Il suo nome deriva dal fatto che spesso viene utilizzato per gli smeraldi. Altri tagli molto apprezzati sono quelli a goccia e ovale perché consentono di dare risalto alla bellezza della gemma. Maggiore è il numero delle sfaccettature e più si fa risaltare la luminosità del diamante....

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Cosa stabilisce la legge sui banco metalli?

Anche a causa di una mancata e corretta informazione, nell’immaginario collettivo si tende spesso a confondere l’attività dei Compro Oro con quella dei Banco Metalli, come se fossero la stessa cosa. Ma analizzando i punti salienti della normativa vigente, contenuti nella Legge 7/2000 nota come Nuova Disciplina del mercato dell’oro, emergono profonde differenze che distinguono queste due realtà imprenditoriali, molto diverse tra loro. Per quanto riguarda i Compro Oro, ad esempio, si stabilisce che, dai gioielli usati (provenienti da stoccaggi o acquistati da privati), i negozianti “non possono provvedere all’estrazione dell’oro fino”, compito che spetta alle fonderie, e quindi i soggetti che gestiscono quest’attività, “non sono legittimati a rivendere oro da investimento” sotto forma di lingotti, placche o verghe, in quanto non provvisti dell’autorizzazione rilasciata dalla Banca Centrale (Bankitalia). Questa peculiarità già rappresenta una differenza molto significativa soprattutto se si pensa che oggi molti gioiellieri professionisti si dedicano attivamente alla compravendita di lingotti (di diversa caratura e peso) e di monete gold e silver (pure almeno 900/1000), inserite nel catalogo della Commissione delle Comunità Europee consultabile anche on line. Oltre ad acquistare e vendere oggetti preziosi usati (anche in condizione di rottami), tramite laboratorio, solo le imprese autorizzate “possono occuparsi dell’estrazione di oro puro” ricavato anche da oggetti di uso comune come protesi dentarie o orologi, per trasformarlo e “rivenderlo come oro da investimento”. Ecco perché negli ultimi anni sono sempre più numerosi i privati che, invece di ricorrere al tradizionale Compro Oro, decidono di rivolgersi a “professionisti specializzati” nella negoziazione sia di monete e lingotti (oro fisico), che di certificati come Prestiti in Oro, Azioni Aurifere, Opzioni e Fondi su oro (oro finanziario). Infatti, secondo gli ultimi rilevamenti Istat, effettuati a luglio 2014, quest’anno per la prima volta la percentuale relativa al volume d’affari generato dal settore investimenti rispetto allo stesso periodo del 2013, è cresciuta dell’1,4% arrivando al 10,2%. Una crescita dovuta essenzialmente a 3 fattori fondamentali: 1) la sicurezza delle transazioni che avvengono in assoluta trasparenza, 2) l’offerta di prodotti e di strumenti finanziari molto ampia che tende a soddisfare tutte le richieste dei clienti, 3) le condizioni economiche proposte, al netto delle commissioni, molto più vantaggiose di quelle preventivate da un intermediario finanziario o di una banca. Per fare definitivamente chiarezza, bisogna considerare che mentre un Compro Oro per iniziare l’attività deve munirsi semplicemente di una licenza rilasciata dalla Questura territorialmente competente, la legge stabilisce che il Gold point Europeo è un’azienda qualificata che può esercitare il commercio su oro a 360°, sia direttamente che per conto terzi purché in possesso di tutti i requisiti necessari per essere iscritto nell’elenco degli “Operatori professionali in Oro”. Ma non finisce qui. Anche l’inizio...

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Guadagnare con l’oro di recupero

Guadagnare con l’oro di recupero

Quando si parla di oro solitamente il pensiero corre ai gioielli preziosi oppure a lingotti e monete da investimento. Pochi sanno, invece, che l’oro – per le sue elevate proprietà di conduttività elettrica e termica – è utilizzato tantissimo anche in altri ambiti abbastanza imprevedibili. Ad esempio, è impiegato nell’odontoiatria per la realizzazione di protesi dentarie ma anche nella produzione di piccoli elettrodomestici, di quelli che ognuno di noi ha in casa.Ciò vuol dire che chiunque, potenzialmente, ha a disposizione un tesoretto di cui non conosce l’esistenza? Non proprio ma si diffonde sempre di più la convinzione che il recupero dell’oro usato da oggetti che non siano gioielli possa diventare un’attività redditizia e di facile realizzazione. E sempre più persone si dedicano a questa attività, spesso anche in modo non consapevole.E allora cerchiamo di capirne qualcosa in più. DOVE RECUPERARE L’ORO USATOQuesto può essere prelevato da moltissimi apparecchi elettronici ma sono i computer gli strumenti nei quali si trova di più. Del prezioso metallo sono realizzati, infatti, nella CPU i piedini ed i fili che creano i collegamenti. Ma oro si trova anche nella memoria ram, nel processore e nelle schede di espansione oltre che nei jumper e nei socket della scheda madre. Quello che pochi sanno, però, è che anche l’argento è utilizzato moltissimo nella realizzazione degli hardware: in un pc sono presenti dai cinque ai dieci grammi di argento. I VANTAGGIAl di là dell’aspetto economico – sicuramente per quanto possa essere abbastanza presente negli apparecchi elettronici, non sono comunque quantità che possano far diventare ricchi – l’aspetto che resta più interessante è quello dell’impatto ambientale. Infatti, il recupero dei pc per separarne l’oro e gli altri materiali preziosi è un ottimo sistema per diminuire e smaltire i rifiuti tecnologici. Per riuscire a raggiungere quantità sufficienti di oro tali da rendere interessante l’operazione è necessario mettere insieme molti rifiuti elettronici.COME RECUPERARLOSu internet è possibile trovare numerosissimi video tutorial che spiegano come recuperare con metodi fai da te il prezioso metallo dalle schede elettroniche dei pc. Va subito chiarito che questa operazione è estremamente pericolosa perchè per realizzarla devono essere impiegati acidi, come il cianuro, che possono essere molto nocivi alla salute. Per questo motivo è bene rivolgersi ad esperti del settore che possano assicurare il corretto svolgimento della procedura in tutta sicurezza e senza alcun rischio per la salute poichè vengono impiegate tutte le misure precauzionali. Ultimamente, però, si stanno sviluppando alcune tecniche particolari che sono ecosostenibili e che tramite l’alfa-ciclodestrina, che deriva dall’amido, riescono ad isolare l’oro riuscendo a salvaguardare l’ambiente senza inquinarlo. Questa tecnica è ancora in fase di sperimentazione ma fa capire come il trend sia quello di recuperare i materiali preziosi ma senza inquinare l’ambiente anche perchè, in caso...

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Oro etico, una scelta consapevole

Oro etico, una scelta consapevole

Per secoli l’estrazione dell’oro è stata un’operazione complessa e laboriosa, strettamente legata al tipo di giacimento.Infatti, la tecnica dipendeva da come si presentava l’oro allo stato nativo: se veniva trovato in depositi fluviali, si cercava di recuperarlo attraverso le sabbie aurifere, sotto forma di piccole pepite o di pagliuzze; se invece, veniva individuato in depositi detritici, poteva essere estratto grazie al metodo idraulico.Infine, nelle miniere vere e proprie, si procedeva scavando a mano e, quindi, con un ingente dispiegamento di forza lavoro.Oggi l’oro solitamente è disponibile in sedimenti rocciosi e l’approccio è completamente diverso ma, le nuove applicazioni della tecnologia moderna, risultano molto costose perché necessitano di una grande quantità di energia per il disgregamento delle rocce.  I processi più utilizzati, sono l’amalgama e la cianurazione, entrambi accomunati dall’impiego di sostanze nocive.L’amalgama, infatti, prevede l’uso di mercurio con il quale si procede alla dissoluzione dell’oro, mentre la cianurazione si avvale di un composto di cianuro di sodio utile per la separazione dell’oro, dagli altri minerali, a cui è solitamente aggregato. Inoltre, nel caso in cui il materiale roccioso sia di scarsa qualità, spesso è necessario ripetere più volte l’applicazione di cianuro.La conseguenza di questi questi casi, che si verificano piuttosto spesso, è che la quantità di elementi tossici rilasciati, sarà ancora maggiore. Ma non è tutto: anche i passaggi relativi alla raffinazione dell’oro, sono altamente inquinanti.I più usati sono:  – il processo Miller, eseguito con gas di cloro e  – il processo Wohlwill che avviene per elettrolisi, cioè con l’aggiunta di reagenti chimici. Se poi, a questi problemi di natura ambientale, si aggiunge che in moltissime miniere, concentrate sopratutto nei paesi del Sud-Africa e del Centro-sud America, per risparmiare sui costi della manodopera, vengono reclutati ragazzi giovanissimi e addirittura bambini, ci si rende conto di quanto sia urgente reagire per mettere fine ad una realtà divenuta, ormai, insostenibile.Ecco perché, sempre più spesso, si sente parlare di “oro etico“.In realtà questo termine è stato coniato più di 10 anni fa, ma solo recentemente, i mass media di tutto il mondo, se ne stanno occupando facendo da cassa di risonanza.Ma cos’è l’oro etico e perché sta suscitando tanto interesse? Con questo termine s’intende l’estrazione del metallo prezioso senza l’impiego di sostanze nocive per la natura e per la salute dell’uomo.Il materiale viene estratto, generalmente, nei pressi di giacimenti alluvionali dove la ricerca avviene ancora a mano. L’oro è separato dalla sabbia “per sospensione”, grazie a strumenti innocui, realizzati in legno, come il canaletto o la batea.Certamente questa tecnica artigianale richiede più tempo e più pazienza e quindi i gioielli realizzati con oro etico sono un pò più costosi degli altri, anche perché la differenza di prezzo è destinata a finanziare progetti...

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